Guerra in Ucraina: Fondazione della Comunità Bresciana promuove un tavolo di confronto territoriale

04/03/2022

COMUNICATO STAMPA

In questi giorni di emergenza internazionale, a seguito dell’aggravarsi della guerra in Ucraina, Fondazione della Comunità Bresciana ha riflettuto su quale fosse la migliore strada da percorrere per dare il proprio contributo. L’esperienza tragica di una guerra in Europa, che ricorda a tutti quanto terribili siano state le guerre mondiali e la più recente guerra nella ex Jugoslavia, sta generando nell’immediato la morte di persone innocenti e milioni di profughi che, verosimilmente, giungeranno presto anche nel nostro Paese e quindi nella nostra Provincia.

Alberta Marniga, Presidente Fondazione della Comunità Bresciana: “Come noto, le grandi calamità naturali o pandemiche, come quella appena vissuta, hanno portato la Fondazione in sodalizio con l’Editoriale Bresciana ad attivare raccolte fondi straordinarie; tuttavia, Fondazione della Comunità Bresciana ha deciso di non dare corso, per questo momento, ad una raccolta fondi, ma di mettere a servizio del territorio e della comunità la propria ventennale esperienza, promuovendo un tavolo di confronto comune tra Terzo Settore, portatori qualificati dei bisogni emergenti, mondo imprenditoriale e istituzioni di riferimento, con la finalità di valorizzare le energie che serviranno per accogliere e supportare al meglio l’inserimento dei profughi, che ricordiamo essere soprattutto donne e bambini.”

Importanti associazioni nazionali e internazionali, associazioni locali, parrocchie e gruppi di volontariato collegati alla comunità ucraina stanno legittimamente e correttamente raccogliendo con celerità, beni materiali e denaro per sostenere e per soccorrere nella loro Patria le persone vittime di questo dramma.

Per far sì che i profughi che giungeranno nella nostra Provincia, dopo il trauma violento che hanno patito, possano sentirsi realmente accolti, sarà necessario realizzare numerose attività di risposta ai diversi bisogni. In concreto – oltre alle prime soluzioni di tipo abitativo a cui bisognerà dare continuità e stabilità – dalla nostra esperienza di supporto alle fragilità, si dovrà presumibilmente valutare l’attivazione di servizi come ad esempio corsi di italiano, sostegni psicologici ed anche pensare alla possibilità di un’occupazione lavorativa.

La Fondazione è convinta che il metodo del dialogo e del confronto tra i vari attori del territorio, che tanti benefici ha già portato attraverso i tavoli di co-progettazione nati al suo interno in questi ultimi anni, sia la via da seguire per ottenere il massimo risultato ed evitare inutili sovrapposizioni. Pertanto si attiverà nei prossimi giorni per il coinvolgimento dei soggetti interessati.

Brescia, 4 marzo 2022

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