#aiutiAMObrescia tende la mano alla Cooperativa La Nuvola

Il Comitato stanzia un contributo pari a 18.754,46 euro 

Non si riesce a nascondere una certa preoccupazione e sofferenza presso La Nuvola. Anche qui il coronavirus ha colpito duramente, ma la cooperativa si è fortemente impegnata al fine di garantire le massime cure alle persone loro affidate.

«Il 23 febbraio sono stati individuati i primi contagiati – dichiara la Presidente Rosangela Donzelli – e nei giorni successivi la situazione è rapidamente peggiorata, con contagi sempre più numerosi tra ospiti e operatori. Ci siamo mossi rapidamente, acquistando dispositivi di protezione individuale e sostenendo anche i costi dei tamponi».

La cooperativa è presente dal 1991 sul territorio bresciano al confine con Bergamo e Cremona – precisamente nei comuni di Orzinuovi, Chiari e Palazzolo – ed opera da oltre 25 anni in favore di disabili, minori, adolescenti e adulti in condizioni di fragilità. La Nuvola gestisce in particolare – tra gli altri servizi – tre comunità socio-sanitarie, ognuna delle quali ospita una decina di ospiti: «Alcuni di loro sono risultati positivi e sono stati ricoverati. Si tratta di persone con disabilità che hanno bisogno di particolare cura e attenzione. Dopo un breve periodo sono stati rinviati al domicilio. La verità è che non potevamo in alcun modo mandarli “a casa”, perché questa è la loro casa» riferisce la presidente.

Le normative hanno presto richiesto di individuare, ove possibile, dei padiglioni per garantire spazi separati per la gestione degli ammalati. «Anche grazie a Fondazione Bertinotti Formenti, con la quale collaboriamo, siamo stati in grado di garantire una struttura temporanea, che abbiamo chiamato “COVI-AID”, con una capienza di 8 posti. Nelle lunghe settimane sono state ospitate complessivamente 36 persone, ognuna delle quali, fortunatamente, è guarita e ha potuto tornare alla propria quotidianità».

COVI-AID, realtà ancora a disposizione, ha presto accolto non solo persone con disabilità, ma anche anziani con gravi fragilità dimessi da diverse strutture ospedaliere.

«Nessuna eroicità» sottolinea Donzelli. «Con le nostre forze, e grazie al sostegno di alcuni donatori tra cui #aiutiAMObrescia, abbiamo cercato di fare fronte alle tantissime esigenze che si sono presentate».

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