Emblematici Provinciali 2017: Casa Emilia Lucchini per i malati oncoematologici

Emilia Lucchini era una donna generosa che amava tantissimo i bambini e per loro non risparmiava energie e passione. Il suo esempio e il suo amore diventano ora un faro di speranza e concreto aiuto per i malati, bambini ed adulti, pazienti dell’Oncoematologia dell’Ospedale Civile di Brescia e dei loro famigliari. 

Casa Emilia Lucchini

Già entro la fine del 2018 è infatti previsto l’avvio dell’attività di Casa Emilia Lucchini, progetto voluto dalla Fondazione Lucchini per la trasformazione della villa residenziale ubicata in viale Oberdan 1, in città, a poche decine di metri dall’ospedale Civile, in minialloggi per i malati e loro accompagnatori. 

A donare la casa nella quale sono cresciuti sono stati Giuseppe, Silvana e Gabriella Lucchini, i figli della signora Emilia e di Luigi Lucchini, cavaliere del lavoro ed imprenditore di spicco della siderurgia bresciana. La storica dimora verrà infatti utilizzata in comodato d’uso gratuito dall’Ail, l’Associazione Italiana per la lotta alle Leucemie e Mielomi.

Il salone comune

Nei 900 metri quadrati della casa, distribuita su tre livelli, sono in corso di realizzazione sette appartamenti, tra mono e bilocali, nei quali si stima di poter ospitare gratuitamente 60 pazienti l’anno, considerando una presenza media di 30 o 40 giorni, oltre a 60 famigliari.  Si tratta di malati e accompagnatori che spesso provengono da altre città d’Italia, oppure da luoghi della nostra provincia comunque disagiati per i trasporti verso il capoluogo, persone in condizioni di fragilità fisica e psicologica che necessitano anche di un appoggio abitativo. 

Un dettaglio dell'edificio

Casa Emilia Lucchini per loro diventerà dunque un grande aiuto, economico certo, per il risparmio della spesa alberghiera, ma anche per la possibilità di condividere momenti di socialità e svago con altre persone che vivono un’analoga situazione: la ristrutturazione della villa garantirà infatti sia la necessaria privacy sia la possibilità di utilizzare ampi spazi comuni; inoltre, insieme alla casa, è stato donato anche il parco circostante di circa 5mila metri quadrati nei quali sarà possibile passeggiare e, per i pazienti più piccoli, giocare. 

La Fondazione Lucchini, in questo progetto, ha mantenuto su di sé la responsabilità dei costi di ristrutturazione della villa, mentre di competenza di AIL Brescia saranno le spese di arredo e gestione; l'associazione dovrà infatti dotarsi di proprio personale dipendente e di volontari per organizzare tutte le attività della casa accoglienza.