Bambini in Braille: obiettivo “Inclusione”

“Quando canto e recito sono felice. Mi piacerebbe farlo anche come lavoro quando sarò grande perché mi dà tanta emozione!”

“Io quando sono nel musical mi sfogo e mi sento a mio agio. E’ rilassante. E poi quando finisce sono felice perché ce l’ho fatta, ma anche un po’ triste perché vorrei ricominciare!”

 

A parlare sono rispettivamente Miriam e Ettore, entrambi di 11 anni, travolgenti con la loro allegria, simpatia, esplosiva energia. Fanno parte dell'Associazione Bambini in Braille e sono ragazzi come tutti gli altri: amano giocare, ridere, divertirsi in compagnia, fare sport, suonare strumenti musicali. Solo sono giovani ipovedenti, e per questo a volte hanno bisogno di tempi un po’ più lunghi, o modalità diverse per esprimersi. Un bisogno che però è molto più diffuso di quello che si pensi data la società che si va configurando, basata su un soffocante "tutto e subito".

Proprio da questa osservazione è nata l’idea di un  gruppo di genitori decisi ad offrire il massimo delle opportunità ai loro figli: perché non dare vita ad un’associazione che organizzi attività extrascolastiche aperte a tutti coloro che desiderano partecipare e che semplicemente condividono l’obiettivo di trascorrere insieme tempo di qualità senza l’obbligo della performance a tutti i costi?

Detto, fatto! E’ nata così nel 2015 l’associazione Bambini in Braille, che da subito ha messo in chiaro un principio fondamentale: qui non si vogliono creare spazi “di categoria”, riservati cioè ai soli non vedenti o ipovedenti, ma si lavora nell’ottica dell’apertura totale, invitando e accogliendo tutti i bimbi che desiderano partecipare alle attività proposte. Anche perché l’altro obiettivo fondamentale che ha mobilitato i membri dell’associazione è educare le cosiddette “persone normali” alla diversità: se ci si abitua fin da piccoli ad avere a che fare con chi è portatore di disabilità, tutto diventa naturale e si superano le paure e i timori che spesso accompagnano l’approccio al mondo del “diverso”.

Le finalità inclusive dell’associazione Bambini in Braille sono state ben comprese e condivise da tante famiglie, visto che tra i ragazzi iscritti alle varie attività sono in maggior numero quelli normodotati.

Particolarmente significativo il progetto “The new musical project”, presentato nel 2017 da Bambini in Braille a Fondazione Comunità Bresciana e ammesso al finanziamento. Si tratta di un laboratorio di teatro inclusivo che ha coinvolto 25 ragazzi tra i 10 e i 14 anni, di cui 7 con disabilità visive che ha portato al debutto, il 14 aprile 2018, dello spettacolo “Le Alici controcorrente”, musical che ha portato alla ribalta il messaggio del rispetto della natura e delle tempistiche di tutti come prassi di positiva convivenza.

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“In questo spettacolo, racconta Miriam, le alici capiscono che la loro vita non è come quella dei bambini e che ognuno ha la propria strada da percorrere, piccolo o grande che sia. La mia frase preferita sta nella strofa di una delle canzoni che cantiamo. “Ognuno ha il suo destino, che sia grande o piccolino. Quando voi lo accetterete, più felici voi sarete”.

Un messaggio che si amplifica nella riflessione di Ettore: “Le alici con gli occhiali possono guardare con il cuore, e possono insegnarlo agli altri, a quelli capaci di guardare solo con gli occhi”.

Lo spettacolo “Le Alici controcorrente”, che verrà replicato entro fine 2018 per le scuole bresciane, ha già avuto un seguito con la realizzazione di un audiolibro attraverso il quale l’Associazione spera di diffondere ulteriormente i propri obiettivi e anche di raccogliere supporto finanziario.

Tra i prossimi progetti vi è la realizzazione dell’”Officina dei linguaggi non convenzionali”, una serie di laboratori che mirano a far scoprire ai partecipanti le proprie capacità peculiari attraverso l’arte, la musica e la danza.