A Brescia oltre un milione di euro contro la povertà neonatale

Contrastare la povertà neonatale attraverso l’elaborazione di politiche di integrazione tra le misure attuate dallo Stato e i sistemi evoluti di welfare di comunità, arrivando a realizzare modelli efficaci di intervento che possano diventare best-practice d’interesse nazionale ed europeo. È questo l’obiettivo primario del progetto “Ecologia Integrale per i Diritti dell’Infanzia”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che vede in campo Fondazione Comunità Bresciana insieme a Fondazione della Comunità di Messina, quest’ultima in qualità di capofila, inserite in una rete che conta 15 partner, locali, nazionali e internazionali.

Il progetto è reso possibile dal determinante contributo complessivo di 2.356.000 euro ricevuto attraverso il Bando “Prima infanzia 0-6 anni”. Nello specifico, Brescia è destinataria di circa 1.010.000 euro. La durata del progetto è di 4 anni, da inizio 2018 a fine 2021.

Per quanto riguarda la nostra città, partner principali al fianco di Fondazione Comunità Bresciana sono la Cooperativa Cauto e il Comune di Brescia, oltre alle Università.

Tre i livelli di intervento: uno universalistico (per cui si intende promuovere la salute e lo sviluppo cognitivo precoce di tutti i nuovi nati nel territorio di riferimento), uno comunitario (per cui si vuole sviluppare innanzitutto il sistema socio-economico dell’area in cui si opera e nel contempo offrire occasioni di socialità ed empowerment educativo attraverso i servizi per bambini e genitori denominati ”Tempo per le famiglie”), e uno personalizzato (con la presa in carico diretta dei bambini e dei nuclei famigliari in condizioni di povertà per il superamento delle situazioni di deprivazione che tenga presente anche la dimensione dell’affettività). Il tutto con l’intento di promuovere una cultura per l’infanzia che riconosca come fondamentale per un miglior sviluppo cognitivo, emotivo ed affettivo dei bambini l’accoglienza precoce in contesti educativi stimolanti per il bimbo e di supporto per le relative famiglie.

In particolare a Brescia si è scelto di agire in alcuni quartieri della zona Est della città.

L'intervento della Cooperativa Cauto

 

La cooperativa Cauto è stata chiamata a gestire la parte operativa del progetto, a partire dalla massima diffusione delle informazioni sulle sue finalità e dall’individuazione dei casi di bisogno presenti sul territorio, tenendo ben presente che l’obiettivo non è di tipo assistenzialistico ma di affiancamento dei nuclei famigliari in difficoltà per l’avvio di una fase di riscatto nella prospettiva di offrire ai figli in tenera età un futuro migliore.

Fondamentale è stato l’incontro con le realtà presenti sui territori oggetto dell’azione progettuale, dalla Caritas alle parrocchie,  dai Punti comunità agli Amici del Calabrone, passando per Acli, Auser, Casa delle Associazioni e molti altri.

Attraverso questo lavoro si sono individuati i primi candidati beneficiari. Ogni caso viene sottoposto al vaglio di una cabina di regia composta da Fondazione Comunità Bresciana, Comune di Brescia e Cauto, che nel quadro degli obiettivi generali del progetto valuta l’intervento proposto. Per ogni candidato viene costruita una scheda di progetto personalizzata, con un percorso di crescita genitoriale, di consapevolezza e di riscatto sociale.  A seconda del bisogno vengono attivati per esempio servizi di orientamento e ricerca del lavoro, di supporto per la gestione dei figli e così via. Si individua inoltre un tutor, selezionato sul territorio, che segua la persona nel suo percorso evolutivo di crescita e si stipula di comune accordo un patto generativo di restituzione alla comunità al fine di favorire un reale inserimento delle famiglie aiutate nel tessuto del quartiere con la costruzione di relazioni durevoli.

Tra gli interventi concreti messi in campo vi è il CPC, Capitale Personale di Capacitazione (CPC), ovvero un budget di denaro finalizzato ad un investimento sulle qualità, valorizzazione delle potenzialità e delle capacità della persona che ne trarrà beneficio.  L’equipe multidisciplinare, individuando i bisogni del beneficiario e il sostegno necessario, indica l’entità dei capitali di capacitazione messi a disposizione da Fondazione Comunità Bresciana utili a supportare la sfera abitativa, lavorativa, formativa  o educativa del nucleo famigliare preso in carico.

Ad oggi sono stati indicati e valutati 27 nuclei famigliari, facenti riferimento a 44 figure genitoriali (17 coppie e 10 mamme single): 5 nuclei stati presi in carico con CPC, 3 senza CPC e sono stati orientati verso consultori, Tempi per le Famiglie o verso servizi per il lavoro, 6 non sono state ammessi, 13 sono ancora in fase di colloquio.

In tutto sono stati intercettati 67 figli di cui solo 3 maggiorenni. 6 i tutor di comunità attivati: 4 volontari della zona, 2 di realtà associative.

Per le aree d’intervento saranno sviluppate strategie a favore dell’inserimento nel mondo del lavoro per le persone che si trovano in situazioni di fragilità, rivolgendo particolare attenzione all’introduzione in aziende sostenibili e attente all’ambiente.

L’intervento del Comune di Brescia

Il Comune di Brescia, data l’esperienza acquisita con i servizi Tempi per le Famiglie già esistenti, intende promuovere questa opportunità offrendola a tutte le famiglie e, attraverso questo progetto, in modo particolare a quelle della zona est della città.

Il Tempo per le Famiglie è una possibilità offerta ai bambini da 0 a 3 anni, insieme ad un genitore o ad un famigliare adulto. Si tratta di uno spazio dove i bambini possono giocare, esplorare, sperimentare autonomie e relazioni con i coetanei, socializzare con altri bambini e adulti in luoghi sicuri e che favoriscono scoperte e gioco spontaneo.  Per gli adulti frequentare questo servizio significa potersi confrontare con altre famiglie rispetto all’esperienza della genitorialità e costruire una rete famigliare e sociale che consenta di non sentirsi da soli di fronte al compito di crescere i figli.

L’idea di fondo è che questa dimensione comunitaria, preziosa per ciascuna famiglia, lo possa essere maggiormente proprio per quei nuclei famigliari che si trovano in particolari condizioni di svantaggio socio-economico, i cui effetti possono influire negativamente sull’ambiente di vita del neonato e sulle relazioni educative che il nucleo famigliare costituisce. La partecipazione a contesti educativi comunitari è occasione per  confrontare le pratiche educative e può diventare un fondamentale strumento di rigenerazione e di empowerment per i genitori.

Il Comune si è messo a disposizione per ampliare il Tempo per le Famiglie Coccinella progettando e allestendo uno spazio di “maternage” specialmente dedicato a mamme e papà con bambini da 0 a 12 mesi. A partire dalla collaborazione con  i Consultori Famigliari è emersa infatti l’opportunità di offrire ai neo-genitori degli spazi di socialità e di confronto creando una continuità con i percorsi di gruppo attivati nella fase pre e post parto presso i Consultori.

L’attivazione di un nuovo servizio di Tempo per le Famiglie è progettato per il periodo 2020-2021.

Numerosi poi gli incontri tenuti per tessere relazioni sul territorio,  formare operatori, informare sui benefici della lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita. Di particolare rilievo gli incontri con bibliotecari e pediatri per far conoscere le proposte del progetto “Nati per Leggere” e le conferenze organizzate per presentare e diffondere la “Teoria dei primi mille giorni” (presente a parte in cartella stampa), per cui la prima fase di vita di ciascun bambino, dal concepimento ai 2 anni, decide gran parte del suo destino in termini di salute.

Un aspetto importante per la riuscita del progetto sarà la capacità di fare rete tra i vari partner e riuscire quindi a far cogliere l’importanza che può avere per una famiglia abbinare al sostegno economico e al supporto nell’inserimento lavorativo e sociale anche la partecipazione ai contesti socializzanti e educativi offerti dai Tempi per le Famiglie.   Ovvero far sì che questa opportunità non sia colta solo da quelle famiglie che già sono alla ricerca del meglio per i loro figli, ma anche per tutte le altre, che potrebbero essere quelle che più ne hanno bisogno. 

Il progetto “Ecologia integrale per i diritti dell’infanzia” è stato selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Esso sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.